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Writers arrestati a Milano: stavolta si fa sul serio?

Un graffiti di Humen, uno dei writers sotto accusa per associazione a delinquere

 

Gianni Santucci e Armando Stella seguono l'evoluzione delle campagne antiwriting a Milano in un articolo sul Corriere della Sera del 6 maggio 2013. Dopo l'arresto della crew degli ASD, è ora il turno dei BFS. 

 

"Il raid più «violento» è dell'estate 2011. Poche notti. Un numero spropositato di tags . Più di cento firme: piccole e grandi (fino a oltre un metro); tracciate con le bombolette spray e con i rulli inzuppati di vernice; sui muri, sulle saracinesche, sui dehors dei bar e dei negozi. In tutto, dopo pochi giorni, si conteranno oltre cento segni del passaggio degli stessi graffitari in una porzione ristrettissima della città: via Andrea Doria, piazza Caiazzo, via Pergolesi, viale Abruzzi, via degli Scipioni. Le tags : Humen , Moter , Tenka . Da quel momento, dopo le denunce dei cittadini, partono le indagini del Nucleo decoro urbano della Polizia locale. Sopralluoghi. Fotografie. Scandaglio delle immagini delle telecamere della zona e della Rete. Alla fine gli investigatori arrivano a identificare tutti e sei i componenti della Bfs (ne fanno parte, sempre con «nomi d'arte», anche Ismo , Ehps e Redox ). È un gruppo del quartiere Barona. Il secondo in città ad essere denunciato per associazione a delinquere.

In quelle notti il passaggio dei writers della Bfs «investe» anche tre furgoni parcheggiati in strada: quelli dei fiorai di viale Abruzzi e via Pergolesi, più il mezzo del proprietario del bar-chiosco di via dei Mille. Altri bersagli molto «colpiti» sono i treni. Anche queste firme sono confluite nell'enorme banca dati messa insieme negli scorsi anni dalla squadra specializzata dei vigili: ormai l'archivio contiene quasi 400 profili di ragazzi che fanno parte del mondo del writing vandalico milanese. È anche grazie a questo approfondito e minuzioso lavoro (analisi del territorio, archiviazione, incrocio dei contatti tra le varie crew ) che gli investigatori della polizia locale hanno denunciato 140 graffitari tra il 2009 e l'inizio del 2013. Nel solo 2012 sono stati 26 gli imbrattatori identificati: tutti i fascicoli sono finiti in Procura.
Un dato interessante che emerge dall'attività dei vigili è quello relativo all'età: circa un terzo dei ragazzi denunciati è minorenne. Non solo. Secondo alcune ricerche l'età della prima tag si sta abbassando. Il 40 per cento dei ragazzini sotto i 14 anni avrebbe provato almeno una volta l'esperienza di scrivere su un muro. È considerando questi dati che l'assessore alla Sicurezza e coesione sociale, Marco Granelli, pensa a una «doppia» strategia di contrasto: «Il decoro urbano è un bene pubblico da tutelare in ogni modo attraverso il rispetto della legalità. Penso però anche all'esperienza del sottopasso della stazione Garibaldi, i cui muri sono stati messi a disposizione dei writer . Le politiche devono necessariamente puntare su un doppio versante: il contrasto delle situazioni di vandalismo; il sostegno e l'offerta di spazi alle esperienze artistiche che abbelliscono il panorama urbano».

Dal punto di vista della repressione, la denuncia per associazione a delinquere (un gruppo di persone che si mantiene stabilmente in contatto per commettere un reato, in questo caso l'imbrattamento) rappresenta un forte innalzamento del livello di contrasto. Finora sono due (la Asd e la Bfs ) le crew denunciate anche per l'articolo 416 del codice penale. Fabiola Minoletti, componente del direttivo dell'Associazione nazionale antigraffiti, suggerisce anche altre azioni: «Per sconfiggere il writing vandalico è importanti avere, e mantenere, un territorio pulito dalle tag , perché solo così si riesce a individuare i nuovi segni e ricostruire i componenti di un gruppo che "passa" in una determinata zona. Questo è l'obiettivo del progetto "Milano quartiere pulito" in viale Abruzzi, dove si continua a rimuovere le tags . Stanno anche aumentando le denunce di cittadini e residenti, è un dato significativo e un sostegno per le indagini».
Per capire se la denuncia per associazione sarà un'arma efficace, bisognerà aspettare il giudizio del Tribunale sull'ipotesi giudiziaria degli investigatori. A sperimentarlo saranno anche i ragazzi della Bfs: la crew della Barona che voleva «conquistare» viale Abruzzi."

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