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Writer scoperti su Facebook da agenti infiltrati

 

 

Dopo i fermi di numerosi writers a Milano la settimana scorsa (vedi link a fine articolo), Claudio Del Frate pubblica sul Corriere della Sera del 14 maggio la notizia di una retata di writers a Pavia. Sono particolarmente importanti le modalità che hanno portato a questi fermi, frutto di un'indagine durata circa otto mesi. L'operazione è stata battezzata Clean City.

 

"Cento uomini mobilitati, 30 perquisizioni domiciliari e 23 persone denunciate: il modus operandi tipico delle operazioni di contrasto alla grande criminalità è scattato martedì mattina all’alba a Pavia ma il bersaglio sono stati i writers che da mesi lasciano il segno del loro passaggio sui muri della città. L’operazione nel suo genere è inedita e ha visto impegnati uomini della polizia municipale, polizia e carabinieri. Tra le persone denunciate, tutte per il reato di danneggiamento, ci sono anche numerosi minorenni. Singolare il metodo, singolare la finalità del blitz ma più singolare di tutto è il percorso seguito dagli inquirenti.
Per circa otto mesi gli agenti della polizia municipale hanno dapprima catalogato i murales o le semplici scritte spray comparse a Pavia, in modo da costituire un database delle “firme” e degli stili degli ignoti graffittari. Successivamente alcuni di loro hanno creato dei falsi profili facebook, consapevoli del fatto che i ragazzi spesso e volentieri raccontano le loro imprese sui social network e altrettanto spesso postano immagini delle loro azioni. Gli agenti “infiltrati”, se così possono essere definiti, hanno stretto amicizia con i writers, hanno raccolto materiale fotografico o semplici messaggi per poi concentrare tutto il lavoro in un dossier presentato alla procura della repubblica. I magistrati hanno a loro volta autorizzato le perquisizioni domiciliari e il blitz di questa mattina".

 

L'edizione milanese de La Repubblica dà oggi nuovi dettagli sull'operazione: "Fra i 30 indagati c'è anche il figlio minorenne di un assessore comunale che assieme al sindaco Alessandro Cattaneo ha coordinato la maxioperazione di oggi. Il ragazzo era stato multato dopo essere stato sorpreso a disegnare su un muro e in quella occasione l'amministratore aveva spiegato che suo figlio era convinto di aver disegnato su un muro "autorizzato" per i graffiti. "Ma questo non giustifica il suo comportamento - aveva commentato il padre - Se ha sbagliato, è giusto che ne paghi le conseguenze". Un concetto che l'assessore ha ribadito nella conferenza stampa in cui stati illustrati i particolari di 'Clean city'. "Si tratta di un'operazione senza precedenti per il nostro territorio, ma anche in ambito nazionale - ha detto il sindaco Cattaneo - La nostra polizia locale ha svolto un paziente lavoro di indagine che è durato più di un anno. Il Comune di Pavia si costituirà parte civile". Gianluca Giurato, comandante della polizia locale di Pavia, ha illustrato alcuni dettagli dell'operazione. "Gli episodi contestati si riferiscono al periodo compreso tra il 2009 e il 2013 - ha detto - L'indagine è stata condotta grazie ai riscontri effettuati da nostri agenti che in abiti borghesi hanno frequentato le zone maggiormente frequentate dai writers soprattutto di notte: a questo riguardo sono state preziose anche alcune immagini riprese dalle telecamere fisse. Inoltre è risultato determinante anche la ricerca condotta su Facebook e altri social network, dove i writers postavano spesso i loro disegni". Il comandante dei vigili ha poi precisato che si sta completando la mappatura dei muri di Pavia imbrattati: "Fino a oggi abbiamo contato più di 800 vandalismi, ma è un numero destinato a salire. La nostra opera di controllo continuerà anche in futuro: mi auguro che i cittadini collaborino con noi, segnalandoci altri casi del genere".

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