LeGrandJeu

Silenzio in aula

 

Barry McGee è già entrato nella storia, perché è uno degli artisti faro della skate culture. Le sue opere sono esposte nei principali musei del pianeta e nessuno - neppure un critico reazionario - oserebbe contestare il suo statuto ufficiale di "artista". Eppure...

Eppure, Twist - questo il suo nome quando Barry McGee si trova in strada - continua a taggare i muri della sua città e dei luoghi dove passa per lavoro, nonostante abbia già compiuto 47 anni e non possa quindi essere più considerato "giovane".

Pensavo a Twist ieri, mentre leggevo un articolo su Artribune e mi arrabbiavo per il modo assurdo in cui l'autore tentava di separare i "graffittisti" buoni da quelli cattivi. Come fare a spiegare a chi crede ancora che la dicotomia buoni/cattivi possa applicarsi al writing che si tratta di una via non percorribile e che l'unica cosa che puo' dissuadere un writer dallo scendere in strada per taggare è la sua pigrizia o la voglia di passare ad altro? Non avendo ancora trovato una risposta, ho pensato che poteva essere una buona idea postare questo video tra i commenti dell'articolo.

 

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Inti e la street art “altra” del Sudamerica

Inti e la street art “altra” del Sudamerica

Ho intervistato Inti, mentre era di passaggio a Parigi, prima di Natale, per dipingere un muro nel 13esimo arrondissement di Parigi.

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Né cinema, né televisione. I documentari ora si vedono sul web

Né cinema, né televisione. I documentari ora si vedono sul web

Un post in francese, tanto per cambiare. In attesa della versione italiana che sarà pubblicata a breve su Ziguline, in un formato un po' meno enciclopedico.

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