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Non sulla mia serranda

 

Claudio Musso mi ha gentilmente segnalato un articolo pubblicato su un sito australiano che rende conto con estrema precisione del livello che la lotta ai graffiti ha raggiunto in quel paese.

Riassumo velocemente la storia, che potete leggere anche qui, per poi fare alcune considerazioni in merito.

Mitchel Hayes abita a Mount Gambier, in Australia, e possiede un negozio della catena Harvey Norman. Una mattina, arrivando al lavoro, ha trovato l'ingresso del suo negozio ricoperto di tags. La sua reazione è stata immediata: ha chiamato un pittore per ridipengere i muri, ha denunciato il fatto alla polizia e ha poi contattato il giornale locale per far comparire un articolo nel quale chiede ad eventuali testimoni di aiutarlo a individuare i writers colpevoli.

L'assalto al negozio di Mitchel Hayes è stata l'ennesima occasione per tornare a parlare dei costi generati dalla pulizia dei graffiti in particolar modo per David Imrie, CEO di Keep Australia Beautiful New South Wales. Ecco il decalogo antiwriting proposto da Imrie ai negozianti del suo paese, con qualche aggiunta proposta dalla polizia locale:

- Use one of the commercial anti-graffiti coatings on exterior walls, remove any graffiti as soon as it appears and keep the exterior well lit. Good exterior lighting and visible security cameras are good deterrents.

- There is a vast array of anti-graffiti coatings that are available on the market today, each of these are effective in enabling graffiti to be very easily removed.

- Graffiti breeds graffiti and should be removed immediately after it appears. If it’s removed quickly, there is much less likelihood that it will reappear.

- Be creative where possible — use ground or pot plantings, hanging gardens or timber lattice work to shield any vulnerable surfaces. Graffiti never grows on trees. On this final point, Keep Australia Beautiful suggests native plants as a great way to create a graffiti barrier while also offering a habitat for native wildlife — and as a bonus, the plants can also be an attractive addition to an otherwise plain facade.

- South Australia Police suggests the use of CCTV to deter criminals and to help identify them if they do strike, installing sensor lights, limiting access to areas that are likely targets for vandals and keeping trees and shrubs trimmed to reduce “concealment opportunities”.

- A standard retail shopfront on the main street of town can’t ever be fully graffiti proof, experts say, but with a little effort, retailers can get on the front foot to prevent vandals from hitting their stores, and avoid the expensive and time-consuming task of a messy clean-up.

 

Sono estremamente sensibile ai problemi generati dal writing nello spazio pubblico e, in particolar modo, su dei muri che appartengono a dei privati che, oltre a non apprezzare il writing, affrontano anche problemi per pagare le spese necessarie alla pulizia dei suddetti muri. Una facciata rovinata come quella nella foto qui sopra rischia potenzialmente di far perdere clienti al negoziante. Nessun writer ha il diritto di dimenticare questo aspetto.

Tuttavia, quello che non capisco è perché si affronti questo problema estremamente serio senza una visione a 360° del problema. Si segnalano i costi della pulizia del writing, ma, da un lato, si dimentica di segnalare che il writing genera anche profitti e ha dato vita a dei nuovi lavori in questi ultimi decenni. Proprio ieri, Lush ha postato la foto di un suo disegno su Instagram che riassume molto bene questo punto.

 

 

Dall'altro, si rifiuta invece di capire che se i writers dipingono in continuazione in maniera illegale è perché le superfici legali disponibili sono inferiori rispetto alla domanda. Che senso ha andare a dipingere in un Hall of Fame se dopo 24 ore il mio pezzo è già ricoperto?

Una soluzione potrebbe quindi essere investire soldi per aumentare lo spazio a disposizione dei writers e per sostenere progetti dedicati all'urban art. Tali politiche aiuterebbero a ridurre in modo considerevole le spese causate dalla pulizia del writing illegale. Molte associazioni si battono da anni per ottenere dalle istituzioni locali il sostegno necessario ai dei progetti di questo genere, ma la loro azione è stata troppo spesso frammentaria. Si è parlato poco o nulla di progetti interessanti, finiti a causa della mancanza di sensibilità da parte di un assessore, ma si sono soprattutto comunicati poco o male i risultati dei progetti realizzati.

Oggi, è probabilmente arrivato il momento di cambiare passo, mettendo a confronto le esperienze di successo e gli insuccessi sperimentati negli anni, affinché i Comuni dispongano di strumenti rodati ed efficaci.

 

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Wanted, dead or alive

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Per scrivere una storia del graffiti non basta parlare di bombolette spray, treni e crews.

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Non sulla mia serranda

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Cosa nasconde una semplice serranda di un negozio australiano

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