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Invasioni ravennati

 

Invader, l'artista parigino che si è fatto conoscere in tutto il mondo grazie alle sue "invasioni" di mosaici ispirate al celebre videogame degli anni '70, è tornato recentemente a Ravenna, per realizzare degli interventi non autorizzati. Non si tratta del suo soggiorno nella capitale mondiale dell'arte del mosaico. L'anno scorso, Daniele Torcellini e l'Associazione Culturale Marte lo avevano infatti invitato ufficialmente, per fargli realizzare un grande mosaico su una parete del planetario.  

 

L'intervento di Invader sulla facciata del planetario di Ravenna (copyright: http://space-invaders.com/)

 

Anche quest'anno, come l'anno scorso, sono sorte alcune polemiche sui giornali locali, che contestano alcuni interventi illegali e ne richiedono la rimozione. Daniele Torcellini ha risposto in maniera molto intelligente a queste critiche che riguardano "la compatibilità di un’opera contemporanea con un contesto storico". Dice, ad esempio, che "l’idea che uno scorcio, come quello di San Vitale, non debba essere più toccato. Da laureato in Conservazione dei Beni Culturali, credo che sia giunto il momento di mettere in discussione l’inviolabilità di contesti storici che, più che conservati, sono ormai congelati, ibernati, privati di vita, per assumere il ruolo di fondale turistico stereotipato. Salvo poi, come hanno fatto notare in molti, essere stipati di automobili di ultima generazione perennemente parcheggiate alla bell’e meglio, o avere poco più in là la vetrina multicolore di un negozio di souvenir o di un tabaccaio. Trovavo l’omaggio di Invader a Giustiniano e Teodora, con i suoi pixel musivi, quanto di meglio per far dialogare epoche diverse, sul binario del mosaico che ancor oggi, dopo secoli, parla una lingua viva.  Una forma ottimale di conservazione di un contesto. Una conservazione – diciamo – dinamica. Una conservazione che permette di saldare il passato al presente e al futuro. C’è una pericolosità insita in tutto ciò. Certo. Chi decide cosa? Ma credo che non ci si possa far scudo dietro il non-scegliere, per evitare di correre rischi. Ecco, occorre ricominciare a scegliere, anche nei centri storici, anche nel cuore delle città. Per non ritrovarsi con periferie cementificate e fatiscenti ma magnificamente decorate (ché la street art non basta da sola a riqualificare), rotonde improbabili e centri storici tirati a lucido ma ormai fuori dalla storia come cartoline ingiallite".

(continua a leggere su Ravennaedintorni.it)

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