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Fare graffiti è come tatuare la pelle di una città

 

Non capita spesso che un giornale nazionale dedichi una pagina intera ad uno street artist. Per questo, segnalo e ripubblico con piacere l'articolo dedicato a Zed1 da Fulvio Paloscia.

"Un muro è come la pelle umana. Le crepe nell' intonaco somigliano a rughe, i solchi più profondi a ferite che il tempo non risarcisce. Marco Burresi, in arte Zed1, uno dei protagonisti italiani della street art la cui fama è arrivata anche all' estero (con lavori ad Oslo ma soprattutto a Miami: l' America, dove questa disciplina artistica è nata), concepisce le sue opere come se fossero tatuaggi: «Dipingere un corpo significa sottoporsi alle sue leggi, scegliere parti invece che altre perché quel disegno, muovendosi, diventa multiforme. Io faccio lo stesso, scelto una zona piuttosto che un' altra perché mi piace che le mie figure danzino intorno alle imperfezioni, ai segni del tempo, all' intonaco caduto, facendole risaltare in un gioco tra passato e presente». È nato a Certaldo, Zed1".

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G.R.A. Graffiti Roman Art

G.R.A. Graffiti Roman Art

Finalmente online un documentario molto atteso sulla storia dei graffiti a Roma.

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Arriva Frontier

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Tante novità in questa nuova edizione di Frontier...

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