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E se i graffiti sui treni fossero legali…

 

 

In Italia, ha fatto parecchio discutere la scelta di ATAC, l'azienda di trasporti romana, di "donare" alcuni treni a degli artisti francesi affinché li dipingessero nell'ambito del progetto Urban Legends. Le critiche a questa iniziativa vertevano pero' più sulla scelta degli artisti chiamati a dipingere i treni, che sull'iniziativa in sé stessa che si ispira a progetti simili già realizzati in altre città in Europa, ma non solo.

Lo scorso 17 giugno, il blog The London Vandal ha dato notizia di un'iniziativa simile organizzata dal comune di Sofia in Bulgaria, nell'ambito di una nuova linea politica tesa a mettere fine al muro contro muro che oppone normalmente i writers alle istituzioni. Difficile, allo stato attuale, capire se questo genere di iniziative permetteranno di ridurre le somme astronomiche che le compagnie di trasporto pubblico impiegano ogni anni per controllare i depositi e ripulire i treni dipinti illegalmente. Quel che è certo, pero', è che se ben inquadrati progetti del genere possono permettere a writers affermati o meno di dipingere dei graffiti favolosi sui treni. A riprova, basta guardare i risultati di Train Delivery, organizzato a Bucarest nel luglio 2013 o del Proyecto Wholetrain a Sao Luis in Brasile, con artisti del calibro di Os Gemeos e Todd James.

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Chi e perché ha deciso che è vietato scrivere sui muri?

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