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Bunker, il pregio della densità

 

Torino è stata una delle prime città in Italia ad avviare un percorso di istituzionalizzazione del Writing e della Street Art in Italia. Dal 1999 ad oggi, il Comune ha appoggiato numerosi progetti come Murarte, Picturin e, più recentemente, lo Street Art Museum. In questo tessuto già fitto, è nata in questi ultimi anni una nuova esperienza, quella di URBE Rigenerazione Urbana, che ha visto la luce in un ex-fabbrica di via Foggia qualche anno fa, ed è proseguita tra i muri del Bunker, che si trova in una zona periferica di Torino. Un'esperienza che, a differenze delle altre, nasce in spazi privati e li restituisce al pubblico.

Quali sono a mio parere i punti forti del Bunker per quel che concerne la Street Art?

Uno, è un'iniziativa privata che nasce da un imprenditore che ha accettato di dare in gestione una parte di un complesso di capannoni di sua proprietà ad una realtà che non fa solo Street Art, ma che dedica molta attenzione a questo movimento e gli riserva ampio spazio su tutti i muri di questo complesso da tre anni a questa parte.

Due, in pochi anni, il Bunker è diventato una delle realtà più interessanti a livello nazionale quando si parla di Street Art, perché offre una panoramica densa, vasta e rappresentativa della varie correnti che animamo questo movimento. Ho viaggiato molto in questi ultimi anni, ma solo il Bunker mi ha trasmesso la sensazione di visitare una gigantesca Hall of Fame della Street Art. Ogni intervento dialoga con quello che gli è dipinto vicino. E' questa la differenza principale tra il Bunker e i numerosi festival che hanno visto la luce in Italia, dove ogni intervento è separato dagli altri da uno o due isolati.

Dal 1° al 10 novembre, il Bunker ha dato vita al progetto Suburb Art 2 Extended, invitando a Torino una serie di artisti tra cui 108, Andreco, Cheko's Art, CT, Fra.Biancoshock, Frank Lucignolo, JbRock + Hogre, Juan Sandoval, MP5, Seacreative + Andrea Ravo Mattoni. Le fotografie dei loro interventi sono inserite nella gallery qui sopra. Dalla collaborazione tra Le Grand Jeu e il Bunker, è nata poi l'idea di associare a questi interventi il talk Dalla street art al muralismo: nuove forme di arte dello spazio pubblicocon ospiti Pietro Rivasi di Icone festival, Claudio Musso di Frontier project Riccardo Lanfranco di Pic Turin e Luigi Ratclif dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Torino, per ragionare sui nuovi sviluppi dell'arte in ambito pubblico ed in particolare sul rapporto fra operatori culturali ed istituzioni.

Insomma, ci siamo capiti. La prossima volta che passate da Torino, munitevi della Inkmap per scoprire i muri disseminati in città, ma non dimenticate di fare un salto in via Paganini per scoprire il museo a cielo aperto della Street Art realizzato dal team del Bunker.

 

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Inkmap, un nuovo modo di conoscere Torino

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